il lavoro scappa col cappello

La disoccupazione aumenta, record al 9,8%, più drammatico il dato giovanile al 36%. Il lavoro sta scomparendo dall’Italia e non vuole lasciare traccia, ma come è possibile che il lavoro, una figura per alcuni mitologica, se ne vada da un’altra parte? Il lavoro è una figura immaginaria? Una persona con cappello e valigetta che, stancato del nostro paese riunisce armi e bagagli cambia strade e tentando vie alternative all’estero?

No non è così, non dobbiamo considerare il lavoro come uno estraneo o considerarlo con un qualcosa che si estranea da noi ed è ciò che ci consente di vivere, dovremo tornare a questa vecchia filosofia del lavoro e soprattutto a pagare il lavoro! Basta con contratti inesistenti, paghe assurde e posizioni invisibili. Il lavoro quando esiste va remunerato, e il dato così distante tra disoccupazione generale e quella giovanili, senza considerare il dato femminile, fa pensare solo che i giovani siano sfruttati e tutti i dati riferiti alla crisi mostrano che il lavoro non crea crescita non venendo pagato abbastanza.

Ma non tutto è oscuro nell’italia oscura, il paese brilla di creativià e d’intelligenza, la strada è più facile di quello che si pensi, basta lasciarsi andare e considerare il lavoro meno nemico e il paese più amico. Saremo fuori dalla crisi presto, ma dobbiamo rimanrere uniti.